{"id":174,"date":"2014-11-12T13:17:02","date_gmt":"2014-11-12T12:17:02","guid":{"rendered":"http:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/?p=174"},"modified":"2014-11-12T13:24:28","modified_gmt":"2014-11-12T12:24:28","slug":"dallitalia-dei-movimenti-al-kurdistan-in-lotta-staffetta-a-suruc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/?p=174","title":{"rendered":"Dall&#8217;Italia dei movimenti al Kurdistan in lotta: staffetta a Suru\u00e7"},"content":{"rendered":"<div class=\"date\">3 \/ 11 \/ 2014<\/div>\n<div class=\"text\">\n<p class=\"p1\"><em><strong>Partire da Kobane per essere Kobane<\/strong><\/em> era il titolo di quella che per noi era una preliminare dichiarazione di intenti, innanzitutto contro le semplificazioni, ma anche contro chi usa l&#8217;alterita&#8217; come alibi dell&#8217;immobilismo,\u00a0 costruisce distanze culturali, laddove quelle geografiche risultano inefficaci. Noi a Kobane siamo arrivati solo con una carta di identit\u00e0 e con tutti i privilegi della cittadinanza differenziale europea.<\/p>\n<p class=\"p1\">Lo diciamo nel modo pi\u00f9 chiaro possibile noi siamo partiti per Kobane praticando cooperazione politica con chi nel Rojava costruisce spazi di autonomia ed autogoverno basati su una cittadinanza aperta che supera le linee di razza, religione e sesso, prima di tutto qui in Italia. Questo per noi vuol dire essere Kobane. <strong>Non siamo noi a praticare solidariet\u00e0 internazionale con quella regione mediorientale, anzi, chi resiste a Kobane tiene aperto uno spazio di vita ed un progetto politico per chiunque combatte il fascismo, i fondamentalismi, pratica autonomia e libert\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p class=\"p4\">Gli attivisti politici del Kurdistan turco, della Turchia, di tutto il mondo hanno iniziato ad utilizzare questo spazio lasciato aperto dai compagni curdi sperimentando il modo migliore per assumere complessivamente il senso di quella resistenza. Essere Kobane appunto.<\/p>\n<p class=\"p4\">E&#8217; quello che ad esempio\u00a0 \u00e8 accaduto questo primo Novembre, quando gli attivisti di tutto il mondo hanno accolto l&#8217;invito a scendere in piazza a fianco della lotta curda.<\/p>\n<p class=\"p4\">Non sappiamo quanto questo spazio riuscir\u00e0 a rimanere aperto. Quello che certamente sappiamo\u00a0 \u00e8 che non possiamo limitarci a fare il tifo per loro.\u00a0 In gioco c&#8217;\u00e8 l&#8217;esistenza di una importantissima esperienza di autogoverno e di autonomia che sta subendo il feroce attacco da parte di Isis mentre la comunit\u00e0 internazionale sta quasi del tutto a guardare, ritenendo cinicamente il Rojava\u00a0 assolutamente sacrificabile ai fini dell&#8217;economia della guerra globale.<\/p>\n<p class=\"p4\">Di contro, le mobilitazioni internazionali di questi giorni e soprattutto l&#8217;efficace resistenza degli uomini e le donne di Kobane, hanno contribuito a spezzare il monolite su cui poggiano le relazioni di potere che indirizzano il conflitto in medioriente. Hanno aperto una piccola fessura che la nostra attenzione costante\u00a0 dovrebbe contribuire a non far sparire sotto le macerie della guerra, capendo piuttosto\u00a0 come allargarne il perimetro fino a\u00a0 diventare\u00a0 voragine.<\/p>\n<p class=\"p4\">Le proteste contro il governo turco a Roma, Milano e Venezia (dove si sono sanzionati i consolati turchi) si collocano\u00a0 per questo sincronicamente nella scia delle manifestazioni in Turchia ed in Europa contro l&#8217;intento di Erdogan di utilizzare strumentalmente l&#8217;attacco di ISIS per farla finita una volta per tutte con l&#8217;eresia curda .<\/p>\n<p class=\"p4\"><strong>Non c&#8217;\u00e8 dubbio infatti che per\u00a0 rompere l&#8217;assedio di Kobane, da qui, \u00e8 necessario attaccare efficacemente il\u00a0 governo turco ed i suoi interessi economici globali, imponendo alla comunit\u00e0 internazionale una pressione costante su chi, direttamente o indirettamente, supporta i fascisti dell&#8217;ISIS.<\/strong><\/p>\n<p class=\"p4\">Bisogna farlo innanzitutto ribadendo che Kobane non \u00e8 in alcun modo sacrificabile su uno scacchiere strategico internazionale e che anzi l&#8217;esperienza del Rojava\u00a0 si colloca tra i livelli pi\u00f9 profondi ed intensi della ricerca politica agita nella carne delle lotte e si interroga, come lo zapatismo, sulla relazione tra territorio, autogoverno, forme di vita e di cittadinanza.<\/p>\n<p class=\"p5\">La prima delegazione a Suruc, nel Kurdistan turco, a pochi chilometri da Kobane, citt\u00e0 gemella del Kurdistan siriano, in quella zona strategica dove il confine diventa violento strumento differenziale di controllo (poroso per gli jihadisti, dura da passare per i curdi, anche per i civili in fuga dalle bande dell&#8217;Isis) per noi e&#8217; stata una pionieristica esperienza che oggi vogliamo\u00a0 mettere a valore in un meccanismo organizzato di mutualismo e cooperazione tra compagne e compagni italiani e curdi. Cos\u00ec ci siamo immaginati una staffetta che si protragga nei mesi che contribuisca a costruire ponti tra le lotte.<\/p>\n<p class=\"p5\"><strong>Essere Kobane vuol dire inoltre interrogarsi sugli strumenti di boicottaggio pi\u00f9 efficaci contro la guerra globale.<\/strong><\/p>\n<p class=\"p5\">Kobane ci insegna anzitutto che la terza via, quella che si apre a fatica tra coalizioni occidentali e islamisti, si pratica in maniera conflittuale e non difendendo ottusamente un pacifismo disarmato ed inefficace. Kobane ci insegna, e i Nobet su questo sono un esempio eclatante, di come si possa organizzare una intera societ\u00e0 sulla resistenza e sulla cooperazione. Ognuno secondo il proprio ruolo e le le proprie specifiche attitudini. Eppure tutti preposta ti per rispondere agli attacchi di Isis e dell&#8217; esercito turco.<br \/>\nQuesta messa a resistere dell&#8217;intero territorio,che \u00e8 una dinamica che in parte abbiamo imparato a conoscere sui nostri territori dinanzi a importanti battaglie in difesa dei beni comuni, e&#8217;\u00a0 una delle cose pi\u00f9 interessanti da acquisire e assimilare.<\/p>\n<p class=\"p1\">Elementi intramontabili delle esperienze partigiane si mescolano su quel confine a pratiche e linguaggi che sono familiari a tutte le giovani generazioni del pianeta.\u00a0 Una contaminazione che ha a che fare profondamene anche con il fronte jihadista che innegabilmente si nutre voracemente della spazialit\u00e0 e della coattivit\u00e0 della societ\u00e0 globale dei social e della comunicazione permanente, grazie alla quale ha costruito\u00a0 ad esempio l&#8217;archetipo del terrore tramite la circolazione virale delle esecuzioni.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u00a0.<strong>Ebbene\u00a0 la nostra proposta e&#8217; muoverci lungo queste direttrici, senza cedere alle facili fascinazioni.<\/strong><\/p>\n<p class=\"p6\">\u00a0Ci interessa una relazione incarnata, vera che permetta la costruzione di canali di comunicazione e informazione\u00a0 stabili al fine di costruire una narrazione in grado di scavalcare completamente quella tossica\u00a0 del\u00a0 main stream.<\/p>\n<p class=\"p5\"><strong>Ma sopratutto quello che ci interessa pi\u00f9 di ogni altra cosa \u00e8 essere Kobane,\u00a0 fare di\u00a0 Kobane il simbolo di ogni resistenza\u00a0 fuori e dentro i i nostri territori.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p class=\"p5\">FONTE: globalproject.info<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3 \/ 11 \/ 2014 Partire da Kobane per essere Kobane era il titolo di quella che per noi era una preliminare dichiarazione di intenti, innanzitutto contro le semplificazioni, ma anche contro chi usa l&#8217;alterita&#8217; come alibi dell&#8217;immobilismo,\u00a0 costruisce distanze&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[8,9,10],"class_list":["post-174","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-kobane","tag-suruc","tag-world"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/174","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=174"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/174\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":181,"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/174\/revisions\/181"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}