{"id":183,"date":"2014-11-12T13:27:27","date_gmt":"2014-11-12T12:27:27","guid":{"rendered":"http:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/?p=183"},"modified":"2014-11-12T13:27:27","modified_gmt":"2014-11-12T12:27:27","slug":"quel-maledetto-confine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/?p=183","title":{"rendered":"Quel maledetto confine"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">La nostra prima notte di staffetta la passiamo attorno ai fuochi fuori dal villaggio di Meheser, nel grande campo di terra battuta su quei 200m che dividono le case dalla rete metallica controllata a vista dai carri turchi. Al di l\u00e0 della rete la zona di Kobane occupata dall&#8217;IS. Per tutta la notte si sentono i rumori della battaglia dentro la citt\u00e0. Sordi colpi di fucile, raffiche di mitra, proiettili traccianti e colpi di mortaio. Ma questa volta sono le forze resistenti dell&#8217;YPG e dell&#8217;YPJ che stanno attaccando e ad ogni detonazione partono i cori contro Erdogan, si cantano vecchie canzoni partigiane curde, \u201cbella ciao\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">La mattina al villaggio arrivano da diverse citt\u00e0 turche macchine, furgoni e camioncini: sono aleviti, la minoranza musulmana che pratica e predica la piena tolleranza verso altre religioni ed etnie, il rispetto per i lavoratori e l&#8217;uguaglianza tra uomo e donna. Vengono qui, sul confine turco-siriano, per manifestare la loro vicinanza alla popolazione curda aggredita dallo stato islamico. Si schierano al centro del piazzale, cantano, ballano, parlano. Il villaggio Meheser si mescola a loro. Il <span class=\"s1\"><em>muezzin<\/em><\/span> canta, ma viene quasi subito coperto dal tuono degli aerei della coalizione internazionale, si alza una colonna di fumo dalla parte est della citt\u00e0, il boato arriva con qualche secondo di ritardo.\u00a0 Tutti corrono sul tetto della moschea, uno degli edifici pi\u00f9 alti, e si incollano ai binocoli. Quando le postazioni dell&#8217;IS vengono bombardate il villaggio fa festa, sono tre giorni che non si vedevano aerei. Ancora cori, ancora canzoni. Gli \u201c<span class=\"s1\"><em>airstrikes<\/em><\/span>\u201d sono molto importanti, ci spiegano: al contrario dei guerriglieri dell&#8217;YPG (armati solo di armi semplici, al massimo dei <span class=\"s1\"><em>Kalashnikov<\/em><\/span>) l&#8217;Isis dispone di armi pesanti: carri-armati, mezzi corazzati e lanciamissili che vengono distrutti dai caccia USA riportando un po&#8217; di parit\u00e0 tra le forze in campo e consentendo alla resistenza di contrattaccare.<\/p>\n<p class=\"p2\">&#8212;&#8211;<\/p>\n<p class=\"p1\">Nel pomeriggio incontriamo <span class=\"s1\"><strong>Idris Nassan<\/strong><\/span>, co-deputato dell&#8217;amministrazione della Rojava per il cantone di Kobane.<\/p>\n<p class=\"p4\"><strong>Innanzitutto vogliamo chiederle, perch\u00e9 \u201cco-deputato\u201d? Cosa vuole dire?<\/strong><\/p>\n<p class=\"p4\"><em>Il \u201cprimo deputato\u201d \u00e8 una donna. Nelle assemblee amministrative della Rojava le 80 cariche sono egualmente divise tra uomini e donne. \u00c8 la prima volta che un&#8217;amministrazione si dota di un codice unitario di condivisione del potere a questo livello. Abbiamo leader uomini e leader donne, abbiamo costituito delle forze speciali per le donne YPJ (Women Defense Units) ed anche dentro all&#8217;YPG (People&#8217;s Protection Units) ci sono unit\u00e0 composte da donne.<\/em><\/p>\n<p class=\"p4\"><strong>Kobane sta resistendo da 55 giorni. Per tutta la notte abbiamo sentito il rumore della battaglia e pochi minuti fa sono finiti i bombardamenti USA. Come sta procedendo la situazione?<\/strong><\/p>\n<p class=\"p4\"><em>Purtroppo non sono solo 55 giorni che siamo attaccati dai dall&#8217;ISIS, ma da un anno. Alle potenze capitalistiche non piace l&#8217;esperimento politico di amministrazione democratica decentrata della Rojava. Non piace perch\u00e9 tutte le componenti della comunit\u00e0 stanno iniziando a condividere il potere, le scelte di indirizzo politico, economico e sociale. E&#8217; questo tentativo di costruzione di democrazia radicale che spinge ad utilizzare gli aguzzini dello stato islamico per distruggere la speranza, i sogni, di decine di migliaia di persone. Per questo le unit\u00e0 di protezione popolari YPG e YPJ credendo nella democrazia stanno combattendo i terroristi e sono la prima frontiera contro di loro. Stanno difendendo la libert\u00e0 e l&#8217;uguaglianza tra tutti i componenti della nostra comunit\u00e0. Dall&#8217;inizio degli attacchi hanno chiesto aiuto a tutta la comunit\u00e0 internazionale ed anche grazie al loro aiuto la resistenza \u00e8 passata nei giorni scorsi da una posizione di difesa ad una di attacco, per pulire i sobborghi di Kobane da questi terroristi.\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"p4\"><em>Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane pensiamo di liberare la citt\u00e0 e di passare alla seconda fase, quella di liberare le campagne circostanti e di permettere alla gente di Kobane di tornare nelle loro case.<\/em><\/p>\n<p class=\"p4\"><strong>Infatti ci sono molti sfollati nei campi attorno a Suru\u00e7&#8230;<\/strong><\/p>\n<p class=\"p4\"><em>Esatto. In questo momento ci sono pi\u00f9 di 200.000 sfollati. \u00c8 la prima volta che una citt\u00e0 intera e le sue campagne vengono completamente svuotate. Solo nelle parti controllate dall&#8217;YPG restano ancora qualche migliaio di di civili, tutti gli altri abitanti sono andati via, un po&#8217; per paura ed un po&#8217; perch\u00e9 non accettano la presenza dello stato islamico, a differenza di altre zone della Siria e dell&#8217;Iraq, qui nessuno vuole convivere con l&#8217;IS.<\/em><\/p>\n<p class=\"p4\"><em>\u00a0Ai curdi piace condividere la vita con gli altri, credo lo abbiate visto al villaggio, noi crediamo nella libert\u00e0 e nell&#8217;uguaglianza. Tra di noi non c&#8217;\u00e8 posto per il fondamentalismo.\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"p4\"><strong>In Italia ed in Europa sono state fatte molte manifestazioni contro i consolati del governo turco, complice dell&#8217;IS del massacro di Kobane, come si sta comportando Erdogan in queste settimane, qualcosa \u00e8 cambiato?<\/strong><\/p>\n<p class=\"p4\"><em>La Turchia non accetta la nostra amministrazione. Pubblicamente ci accusano di essere parte del PKK che \u00e8 ancora vergognosamente considerato un&#8217;organizzazione terroristica. Non capiscono (e non vogliono capire) che la Rojava \u00e8 un&#8217;amministrazione composta da tutte le componenti delle nostre comunit\u00e0. Abbiamo 12 partiti e 47 organizzazioni, il PYD (Democratic Union Party, partito siriano affiliato al PKK) \u00e8 sicuramente il partito maggioritario, ma ce ne sono molti altri ed uno degli obiettivi di questa amministrazione \u00e8 quello di promuovere la parit\u00e0 tra tutte le sue componenti.<\/em><\/p>\n<p class=\"p4\"><em>L&#8217;aver coperto l&#8217;avanzata del \u201ccaliffato\u201d \u00e8 solo uno dei modi con cui la Turchia cerca di rompere la nostra amministrazione, anche se la pressione della comunit\u00e0 internazionale li ha obbligati a qualche buona azione, a qualche lieve \u201cgentilezza\u201d verso Kobane, come l&#8217;aver permesso alla fine il passaggio dei peshmerga e qualche cassa di munizioni.<\/em><\/p>\n<p class=\"p4\"><em>Allo stesso tempo, tuttavia, creano problemi nella comunit\u00e0 internazionale: dicono che Kobane non andrebbe aiutata, che non si tratta di un sito strategico, ma solo di un campo di battaglia tra due analoghe organizzazioni terroristiche.\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"p4\"><em>Noi invece stiamo sperimentando un nuovo modo di fare istituzioni. Da quando il 27 gennaio 2014 abbiamo proclamato la Rojava, abbiamo stabilito le nostre organizzazioni: dalla salute alla difesa, agli affari esteri, quelli interni, quelli economici e quelli sociali. Con questi ministeri cerchiamo di organizzare la nostra vita quotidiana, soprattutto in Siria, dove tre anni di guerra civile hanno reso un vero inferno la vita della popolazione. Ma il regime siriano non vuole che questo succeda, cos\u00ec come non lo vuole quello iraniano, quello turco e quello iracheno ed \u00e8 per questo che spingono l&#8217;ISIS a distruggere la nostra amministrazione. Noi la difendiamo non solo per la Siria e il Kurdistan, ma per tutta la comunit\u00e0 internazionale che si sta finalmente accorgendo di noi: vediamo attivisti, giornalisti e l&#8217;attenzione del mondo \u00e8 concentrata su quello che sta succedendo a Kobane.<\/em><\/p>\n<p class=\"p4\"><strong>A proposito di questo, cosa chiedete, che aiuto volete da chi vi guarda e vi sostiene da ogni angolo del mondo?<\/strong><\/p>\n<p class=\"p4\"><em>Innanzitutto di non distrarsi, di continuare a guardare e raccontare la nostra resistenza, come state facendo voi. Ma non solo: Kobane \u00e8 distrutta, dall&#8217;ISIS e dai bombardamenti che colpiscono comunque la struttura della citt\u00e0. Non abbiamo niente, nessuna medicina con cui curare i feriti, nessun materiale di costruzione. Oltre ai feriti iniziano a presentarsi problemi di igiene e si spargono malattie nei campi degli sfollati. Presto dovremo porci il problema di ricostruire un&#8217;altra Kobane ed allora avremo bisogno di tutti i vostri sforzi, anche per forzare la Turchia ad aprire quel maledetto confine.<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\">&#8212;&#8212;<\/p>\n<p class=\"p1\">Una tazza di <span class=\"s1\"><em>\u00e7ay<\/em><\/span> e ci salutiamo, qui fa buio presto e dobbiamo tornare al villaggio di Meheser prima di notte. Nei prossimi giorni incontreremo i responsabili dell&#8217;associazione \u201c<span class=\"s1\"><em>Rojava Dermek<\/em><\/span>\u201d, una struttura unitaria con il compito di coordinare aiuti e contributi.<\/p>\n<p class=\"p1\">\n<p class=\"p1\">FONTE: globalproject.info<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra prima notte di staffetta la passiamo attorno ai fuochi fuori dal villaggio di Meheser, nel grande campo di terra battuta su quei 200m che dividono le case dalla rete metallica controllata a vista dai carri turchi. 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