{"id":191,"date":"2014-11-15T00:52:26","date_gmt":"2014-11-14T23:52:26","guid":{"rendered":"http:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/?p=191"},"modified":"2014-11-15T00:52:26","modified_gmt":"2014-11-14T23:52:26","slug":"i-bambini-di-kobane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/?p=191","title":{"rendered":"I bambini di Kobane"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">14 \/ 11 \/ 2014<\/p>\n<p class=\"p1\">Abbandoniamo per una mattina la battaglia di Kobane per andare a vedere le vittime di questa guerra, i feriti,\u00a0 gli sfollati, i bambini. Ci rechiamo al campo <em>\u201cRojava\u201d<\/em> appena fuori Suru\u00e7, 109 tende gestite per conto dell&#8217;amministrazione della Rojava in completa autonomia da uno straordinario gruppo di 45 volontarie, che provvedono a tutto, dal cibo alla sicurezza, alla pulizia. Tutte donne. L&#8217;atmosfera al campo \u00e8 come quella che si respira al villaggio di Mehser, dove dormiamo, ma qui le difficolt\u00e0 sono evidenti. Incontriamo <strong><em>Meral Ozdemin<\/em><\/strong>, una delle tre responsabili che ci accompagna tra le tende.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ci colpisce subito l&#8217;assenza di cancelli d&#8217;entrata al campo (abituati come siamo ai nostri campi \u201cd&#8217;accoglienza\u201d) e Meral ci spiega che le 1100 persone (560 bambini, 400 donne e 250 uomini) ospitate nel campo possono entrare ed uscire liberamente. Nei campi del governo invece \u00e8 diverso, quelli sono campi chiusi, la gente non ci vuole stare e li hanno messi in piedi solo per fare \u201cbella figura\u201d. Immediatamente veniamo circondati da decine di bambini che ci abbracciano, ci tirano, vogliono farsi fare delle foto, ci scippano di una merendina al cioccolato&#8230;<\/p>\n<p class=\"p1\">Allo scoppio della guerra, ci spiega Meral, il governo turco non aveva alcun campo allestito.<\/p>\n<p class=\"p1\">In una delle prime tende ci sono i banchi, dei giochi, una lavagna: \u00e8 una scuola. Una ragazza tenta di contenere una squadra di indisciplinati ragazzini. \u201cStanno facendo lezione in curdo, la loro lingua. Nei campi del governo fanno lezione in turco, hanno sempre voluto cancellare la lingua curda ed ora ci provano cos\u00ec. Anche Assad ha fatto la stessa cosa con i curdi siriani, ma cos\u00ec \u00e8 ancora pi\u00f9 assurdo perch\u00e9 la gente che scappa da Kobane non conosce una parola di turco: oltre al curdo parla solo siriano\u201d. Ci sembra ovvio, ma non ci viene da sorridere. La battaglia per i \u201cdiritti culturali\u201d \u00e8 una cosa seria, qui.<\/p>\n<p class=\"p1\">Mentre camminiamo tra le tende sentiamo concitazione: \u00e8 arrivato un camion, tre operai si arrampicano su un palo della luce. \u201cFinalmente ci rimettono l&#8217;elettricit\u00e0\u201d. Quello della corrente elettrica \u00e8 uno dei principali problemi del campo, non ce n&#8217;\u00e8 abbastanza e soprattutto non ci sono abbastanza soldi per pagarla. La corrente \u00e8 importante in particolare per far funzionare il riscaldamento dentro le tende. Di notte qui fa freddo davvero. Mancano anche medicine, le scorte non sono sufficienti ed i bambini iniziano ad ammalarsi. Manca cibo, latte soprattutto e mancano coperte. Il governo turco non ha mandato nessun aiuto e Meral sta chiedendo a tutte le organizzazioni e reti sociali che conosce di mandare soldi e materiali prima che inizi l&#8217;inverno.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cNon vogliamo pi\u00f9 vivere cos\u00ec. Prima avevamo problemi sia con i turchi che con i siriani, adesso ci \u00e8 piombata addosso l&#8217;ISIS. Vogliamo che questa guerra finisca, non vogliamo pi\u00f9 combattere e morire. Vogliamo ricostruire Kobane, ma sar\u00e0 un lavoro lungo e difficile, la citt\u00e0 \u00e8 completamente distrutta\u201d. Lo sappiamo bene, ogni giorno ci avviciniamo di pi\u00f9 e finora non siamo riusciti a scorgere\u00a0 un solo edificio intatto.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ci salutiamo, promettendo che anche dai nostri Centri Sociali italiani partir\u00e0 una campagna di raccolta fondi per i 5 campi autogestiti di Suru\u00e7.<\/p>\n<p class=\"p1\">\n<p class=\"p1\">FONTE: globalproject.info<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 \/ 11 \/ 2014 Abbandoniamo per una mattina la battaglia di Kobane per andare a vedere le vittime di questa guerra, i feriti,\u00a0 gli sfollati, i bambini. 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