{"id":197,"date":"2014-11-15T00:56:36","date_gmt":"2014-11-14T23:56:36","guid":{"rendered":"http:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/?p=197"},"modified":"2014-11-15T00:58:28","modified_gmt":"2014-11-14T23:58:28","slug":"messico-la-rivoluzione-non-passera-in-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/?p=197","title":{"rendered":"Messico: la rivoluzione non passer\u00e1 in TV"},"content":{"rendered":"<p><strong>Non si fermano le mobilitazioni<\/strong> per i 43 studenti scomparsi di Ayotzinapa: seppure i media mainstream non ne danno che vaghe notizie, in tutto il paese \u00e8 esplosa l\u2019indignazione in seguito alla conferenza stampa della Procura Generale della Repubblica. La versione sostenuta dal Governo cade pezzo dopo pezzo, e la gente non \u00e8 pi\u00f9 disposta a tacere di fronte a tante menzogne.<\/p>\n<p>Si moltiplicano i cortei, le mobilitazioni nelle universit\u00e0 e sotto i palazzi dei governi statali, gli scioperi nelle scuole, le rappresentazioni teatrali nelle piazze e le candele accese sui portoni delle case; si moltiplica la gente che scende in strada e aumenta il livello di tensione.<\/p>\n<p>Nello Stato di Guerrero, a cui appartiene Ayotzinapa, \u00e8 stata incendiata la sede del PRI (il partito di governo della Repubblica) e, sempre nel Guerrero, alcuni giornalisti sono stati aggrediti dalla polizia mentre cercavano di riprendere la violenta repressione contro uno dei tanti cortei che da giorni terminano con arresti e feriti.<\/p>\n<p>Ad Acapulco gli studenti hanno bloccato per sette ore l\u2019aeroporto internazionale, metre a Tuxpan (Veracruz) hanno fatto irruzione all\u2019evento per l\u2019inaugurazione dei Juegos Centroamericanos.<\/p>\n<p>In tutto il paese, da nord a sud, non c\u2019\u00e8 Stato in cui non ci si mobiliti per chiedere verit\u00e0 e giustizia per i 43 <em>desaparecidos<\/em>. La storia di questi studenti \u00e8 diventata un simbolo per la liberazione dall\u2019oppressione del Narco-Stato, dall\u2019impunit\u00e0 e la corruzione; un simbolo che ha oltrepassato le frontiere del Messico per correre lungo tutto il Centro e Sud America: si manifesta in Argentina, Colombia, Uruguay, Bolivia, Cile, Per\u00f9, Brasile, Venezuela e Costa Rica, perch\u00e9 la desaparici\u00f3n, il narcotraffico e la corruzione sono ancora oggi vene aperte per l\u2019America Latina tutta.<\/p>\n<p>Ma ci si mobilita anche del otro lado, aldil\u00e0 della frontiera al nord del Messico: i migranti messicani e sudamericani manifestano la loro indignazione e solidariet\u00e0 in moltissime citt\u00e0 statunitensi come Chicago, San Francisco, Sacramento e Seattle, tra le altre.<\/p>\n<p>Anche in Canada e in diversi paesi europei si scende in strada per i 43 di Ayotzinapa; ieri ad Amsterdam al 43\u00b0 minuto dell\u2019amichevole di calcio Olanda &#8211; Messico, dagli spalti si \u00e8 alzato un grido, \u201cJusticia!\u201d, insieme ai cartelli con le fotografie degli scomparsi.<\/p>\n<p>Nel frattempo i genitori dei <em>desaparecidos <\/em>si sono recati nella discarica di Cocula, dove, nella versione della Procura, sarebbero stati uccisi e bruciati i giovani. L\u00ec hanno dato una <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KSsHawFqJEc#t=20\"><em><strong>conferenza stampa<\/strong><\/em><\/a> per mostrare ai giornalisti che la zona non \u00e8 nemmeno stata sottoposta a sequestro; che lo Stato non sta portando avanti nessuna indagine; che i resti ossei che sono ancora sul posto, sono di animali e non resti umani; e infine per dichiarare che non si arrenderanno fino a quando non verranno ritrovati vivi i loro figli.<\/p>\n<p>L\u2019Equipe Argentina di Antropologia Forense, che porta avanti indagini parallele a quelle governative su richiesta dei familiari degli scomparsi e di alcune associazioni per i diritti umani, ha dichiarato che in base alle analisi effettuate, nessuno dei 24 resti trovati nella discarica appartiene agli studenti. Inoltre il Sindacato Nazionale dei Lavoratori della Segreteria Federale per la Salute (SNTSS) ha pubblicato un documento in merito alla questione, in cui sottolinea che \u201csono necessarie temperature superiori ai 1000 \u00b0C per incenerire un corpo umano, e che inoltre la notte della scomparsa sono state registrate piogge torrenziali nell&#8217;area dove sarebbero stati bruciati i corpi degli studenti\u201d.<\/p>\n<p>Mentre in Messico migliaia di persone esigono le dimissioni immediate del Presidente della Repubblica Enrique Pe\u00f1a Nieto, lui, dal giorno della detenzione dei narcotrafficanti \u201c<em>reo confessi<\/em>\u201d, si trattiene in Asia per visite ufficiali, senza rilasciare dichiarazioni sul tema.<\/p>\n<p>Ma i genitori dei <em>desaparecidos<\/em> hanno iniziato oggi una nuova e imponente mobilitazione: insieme a studenti, organizzazioni sociali e tutti coloro che vorranno unirsi, percorreranno nove Stati del Paese con tre diverse carovane. L\u2019arrivo \u00e8 fissato per <strong>gioved\u00ec 20 novembre<\/strong> nello Zocalo di Citt\u00e0 del Messico, dove \u00e8 prevista una grande manifestazione proprio sotto il Palazzo del Governo. All\u2019appello hanno gi\u00e0 risposto centinaia di citt\u00e0 messicane e del mondo che quel giorno si mobiliteranno per pretendere verit\u00e0 e giustizia per i 43 studenti scomparsi.<\/p>\n<p>FONTE: globalproject.info<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si fermano le mobilitazioni per i 43 studenti scomparsi di Ayotzinapa: seppure i media mainstream non ne danno che vaghe notizie, in tutto il paese \u00e8 esplosa l\u2019indignazione in seguito alla conferenza stampa della Procura Generale della Repubblica. 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