{"id":322,"date":"2015-01-13T15:47:35","date_gmt":"2015-01-13T14:47:35","guid":{"rendered":"http:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/?p=322"},"modified":"2020-07-30T10:20:15","modified_gmt":"2020-07-30T08:20:15","slug":"continua-la-lotta-per-i-desaparecidos-di-ayotzinapa-in-messico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/?p=322","title":{"rendered":"Continua la lotta per i #desaparecidos di #Ayotzinapa in #Messico"},"content":{"rendered":"<h2>Dura repressione contro i genitori dei normalisti durante le proteste nella caserma di Iguala<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"date\">13 \/ 1 \/ 2015<\/div>\n<div class=\"text\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Mural-Aytzinapa-San-Cristobal.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20040\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Mural-Aytzinapa-San-Cristobal-300x192.jpg\" alt=\"Mural Aytzinapa San Cristobal\" width=\"300\" height=\"192\"><\/a><\/p>\n<p>I genitori dei 43 studenti desaparecidos della scuola normale di Ayotzinapa, nello stato del Guerrero, in Messico, e il movimento sociale che da oltre 100 giorni li accompagna nella loro lotta per il ritrovamento in vita dei ragazzi e il chiarimento delle responsabilit\u00e0 a tutti i livelli non sono andati in vacanza in questo periodo natalizio. L\u2019incubo di un caso in cui le autorit\u00e0 messicane si sono impantanate, non essendoci stati progressi concreti nelle indagini, e che ha smascherato il governo di Pe\u00f1a Nieto, promotore all\u2019estero di un paese pacificato e sulla via dello sviluppo grazie alle riforme strutturali, non ha smesso di turbare i sogni di gloria della classe dirigente nazionale: la notte della vigilia di Natale e di capodanno migliaia di persone hanno sfilato per le strade di Citt\u00e0 del Messico insidiando la residenza presidenziale de Los Pinos, difesa da centinaia di celerini. E ormai non si chiede pi\u00f9 la \u201crisoluzione di un caso\u201d, ma si denuncia la violenza di stato strutturale che impera nel paese, la corruzione di tutto un sistema che reagisce con depistaggi e con la forza.<\/p>\n<p>La mattina 12 gennaio un gruppo di manifestanti e una ventina di genitori dei ragazzi di Ayotzinapa hanno fatto irruzione nella caserma del ventisettesimo battaglione a Iguala perch\u00e9 sono sicuri che sia stato l\u2019esercito a sequestrare gli studenti. Inoltre il ministro degli interni Osorio Chong ha cancellato una riunione che aveva fissato con i familiari nella capitale e questo ha suscitato ulteriori scontenti e rabbia. Nove genitori e vari manifestanti sono rimasti indignati e feriti per la dura repressione dei militari. Anche ad Acapulco i manifestanti hanno fatto un picchetto fuori dalla caserma.&nbsp;Rafael L\u00f3pez Catarino, padre di Julio C\u00e9sar L\u00f3pez, sostiene che, grazie all\u2019aiuto di alcuni suoi conoscenti della procura del Guerrero, \u00e8 stato possibile tracciare gli ultimi spostamenti di suo figlio col GPS del cellulare e l\u2019ultima coordinata ricevuta proviene dalla caserma di Iguala.<\/p>\n<p><em>La lotta non va in vacanza: da Citt\u00e0 del Messico a Oventic<\/em><\/p>\n<p>In testa ai cortei di dicembre c\u2019erano i genitori dei 42 studenti che ancora risultano scomparsi e di Alexander Mora, giovane normalista i cui resti sono stati identificati il mese scorso dopo gli studi del DNA effettuati a Innsbruck. In tante citt\u00e0 e regioni, comprese quelle turistiche, dal Chiapas allo Yucatan, dal Guerrero alla capitale, i muri si sono dipinti di rosso e di nero, si sono riempiti di murales e gli stencil hanno riprodotto le tracce della protesta, gli slogan del movimento per Ayotzinapa: \u201cVivos se los llevaron, vivos los queremos\u201d, \u201cFue el Estado\u201d, \u201cNos faltan 43\u201d, tra gli altri.<\/p>\n<p>Un gruppo di genitori degli studenti, accompagnati da attivisti di una cinquantina di paesi, hanno seguito il cammino della carovana del Festival delle Resistenze e Ribellioni contro il Capitalismo, convocato l\u2019agosto scorso dall\u2019EZLN e dal CNI (Congreso Nacional Indigena), che, tra il 20 dicembre il 3 gennaio, ha percorso le strade del Messico dalla capitale al Estado de M\u00e9xico, dal Morelos a Campeche e infine al caracol zapatista di Oventic e a San cristobal de las Casas, in Chiapas. L\u2019Esercito Zapatista ha ceduto la parola e i suoi spazi ai genitori e ai normalisti venuti da Ayotzinapa e ha celebrato i 21 anni dell\u2019insurrezione la notte del 31 dicembre a Oventic, dove sono confluiti collettivi, organizzazioni, militanti e aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, in totale oltre 2000 persone tra cui circa 500 stranieri.<\/p>\n<p><em>I forni crematori dell\u2019esercito, Ayotzinapa, versioni ufficiali e nuove smentite<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20042 alignright\" src=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Caracol-Oventic-Festival-Resistencias-Rebeldias-31-dic-14-28-300x200.jpg\" alt=\"Caracol Oventic Festival Resistencias Rebeldias 31 dic 14 (28)\" width=\"300\" height=\"200\">La versione ufficiale del procuratore generale Jesus Murillo Karam punta a limitare i danni e ad allontanare i sospetti dall\u2019esercito e dalla polizia federale, accusando del crimine i narcos dei Guerreros Unidos, l\u2019ex sindaco di Iguala Jos\u00e9 Luis Abarca, ritenuto uno degli \u201cautori intellettuali\u201d della mattanza, e alcuni membri della polizia locale. Si tratterebbe quindi di una strage derivata da un conflitto locale e non da una crisi strutturale dello stato messicano. La procura, chiaramente, non fa mai riferimento al caso Iguala come a un \u201ccrimine di stato\u201d quale invece \u00e8. L\u2019intervento di agenti e apparati dello stato nella notte tra il 26 e 27 settembre \u00e8 un fatto assodato e sono state dimostrate anche la partecipazione delle forze federali e il fatto che tanto l\u2019esercito, il ventisettesimo battaglione di stanza a Iguala, come i federali erano informati in tempo reale di quanto stava accadendo e non sono intervenuti. Anzi, i militari hanno vessato un gruppo di studenti che si trovavano in un ospedale e li hanno rimandati in strada, dove era in corso una persecuzione armata contro di loro.<\/p>\n<p>Una parte consistente della societ\u00e0, numerose indagini condotte dalla stampa critica, i genitori dei ragazzi e alcuni sopravvissuti puntano il dio proprio contro l\u2019esercito, un\u2019istituzione che storicamente \u201cs\u2019\u00e8 occupata\u201d della repressione dei movimenti contadini e indigeni e della&nbsp;<em>desaparicion<\/em>&nbsp;forzata degli oppositori politici a partire dalla guerra sporca degli anni settanta fino ad arrivare a stragi pi\u00f9 recenti come quella de El Charco, Guerrero, nel 1997, e a quella di Tlatlaya del 2014.<\/p>\n<p>Nuove rivelazioni del settimanale&nbsp;<em>Proceso<\/em>, il cui direttore Julio Scherer, figura storica del giornalismo messicano, \u00e8 deceduto all\u2019et\u00e0 di 88 anni il 7 gennaio scorso, confermano che il fascicolo delle indagini della procura contiene indizi sulla possibile responsabilit\u00e0 dell\u2019esercito nei fatti di Iguala i quali potrebbero giustificare l\u2019avvio di un\u2019investigazione a parte. Nonostante le accuse mosse dalla societ\u00e0 civile e dai movimenti sociali, oltre a quelle lanciate in dichiarazioni giurate da varie persone arrestate per il caso, la procura si rifiuta di aprire un nuovo fascicolo sulle forze armate che, inoltre, erano bene informate sul \u201cpotere corruttore e la potenza di fuoco del cartello dei Guerreros Unidos\u201d, come riporta la rivista.<\/p>\n<p>Secondo le dichiarazioni rese dai detenuti e le carte delle indagini preliminari, sono vari i poliziotti di Iguala e di Cocula, accusati del rapimento e della sparizione dei normalisti che hanno un passato nell\u2019esercito e, per giunta, gli alti ranghi del battaglione 27 nel 2013 hanno ricevuto denunce sui nessi della polizia locale di Iguala e Cocula coi narcos e su altre irregolarit\u00e0 gravi legate a conflitti interni alle forze dell\u2019ordine di Cocula, per la precisione tra il capo della polizia, Bravo Barcenas, e il suo vice, Cesar Nava, probabilmente legato ai Guerreros Unidos.<\/p>\n<p>La stessa procura della repubblica aveva cominciato tre indagini contro l\u2019ex sindaco Abarca e una contro sua moglie, Maria Pineda, tra il 2010 e il 2012, ma queste sono rimaste sepolte fino a che la pressione nazionale e internazionale per il caso Ayotzinapa non ha obbligato le autorit\u00e0 a scongelarle e a far imprigionare l\u2019ex sindaco per delinquenza organizzata, omicidio e sequestro di persona. Sono delitti che Abarca avrebbe commesso prima del settembre scorso, per cui sarebbe potuto finire in galera e non fare altri danni. Il 5 gennaio a sua moglie, che era ai domiciliari da due mesi, \u00e8 stato confermato il fermo e sono state formalizzate le accuse di delinquenza organizzata e uso di risorse di provenienza illecita, per cui \u00e8 stata trasferita al penitenziario di Tepic, nello stato settentrionale del Nayarit.<\/p>\n<p><em>I forni dell\u2019esercito<\/em><\/p>\n<p>La procura non si muove, nonostante si moltiplichino le testimonianze e le segnalazioni di una possibile implicazione dell\u2019esercito nella cremazione degli studenti nei propri forni. Pressato dalla pubblicazione di un reportage de&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.jornada.unam.mx\/2015\/01\/04\/politica\/008n1pol\">La Jornada<\/a>&nbsp;che proponeva questa ipotesi, supportata dal parere dei ricercatori Jorge Antonio Montemayor y Pablo Ugalde, il 7 gennaio il ministero della difesa messicano ha inviato una lettera al quotidiano La Jornada negando l\u2019esistenza di forni crematori nelle strutture militari del paese. Ma pochi giorni dopo vengono diffuse altre ricerche giornalistiche.&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.jornada.unam.mx\/2015\/01\/11\/politica\/007n1pol\">Un reportage&nbsp;<\/a>di Sanjuana Martinez cita nuove fonti che accusano l\u2019esercito di avere e utilizzare forni crematori. La guida per le pratiche legate ai benefici forniti dall\u2019Istituto della Sicurezza Sociale delle Forze Armate (Issfam) cita l\u2019esistenza dei forni. Il ministero stesso offre servizi di cremazione ai propri dipendenti sia in modo indipendente sia attraverso l\u2019Istituto di Sicurezza Sociale dei Lavoratori Statali (Issste). Quindi ci sarebbe la possibilit\u00e0 che i corpi degli studenti siano stati inceneriti in una di queste strutture, anche grazie alla \u201cdiscrezione\u201d o segretezza di cui godono le operazioni condotte delle forze armate.<\/p>\n<p>\u201cPurtroppo non esiste un\u2019altra possibilit\u00e0 che non si basi su questo tipo di crematori. Se le autorit\u00e0 avessero detto che i giovani erano stati seppelliti nel deserto e si fossero trovate delle ossa, sarebbe diverso. Ma siccome hanno detto che sono stati inceneriti nella discarica di Cocula, secondo le leggi della fisica, della chimica e della scienza in generale, \u00e8 impossibile che siano stati cremati l\u00e0, con legna o gomme. Lo abbiamo gi\u00e0 dimostrato. Pertanto devono essere stati cremati in un forno. E chi ha possibilit\u00e0 di usarli in modo discreto? Solo lo stato\u201d, ha dichiarato il ricercatore della UNAM Jorge Antonio Montemayor Aldrete. Le ricerche potrebbero quindi dirigersi verso le caserme, le strutture militari, quelle dell\u2019Issfam o dell\u2019Issste. Anche il generale Jos\u00e9 Francisco Gallardo, imprigionato per motivi politici dal 1993 al 2002 per aver proposto la creazione di un garante dei diritti umani all\u2019interno dell\u2019esercito, conosce bene le strutture gestite dai militari e ha dichiarato che i forni esistono. \u201cLa Difesa sepre lo negher\u00e0, anche se ci sono prove. Ma \u00e8 chiaro che hanno forni crematori. Negano anche di avere prigioni con dentro dei civili, ma io sono stato prigioniero l\u00ec nove anni e ho visto gente incarcerata. Inoltre vi dico che dove stanno queste prigioni e forni clandestini. Nel Campo Militare Numero Uno ci sono cantine con persone detenute. A me mi hanno rinchiuso in una di quelle, nudo, e c\u2019erano altri civili. Ho visto cavi, secchi d\u2019acqua, tutto quello che usano per le torture. Pensavo che mi avrebbero ucciso\u201d, sostiene Gallardo nell\u2019intervista con La Jornada.<\/p>\n<p>E continua: \u201cIl governo ha catalogato le normali rurali come centri della dissidenza. E\u2019 un crimine di lesa umanit\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 lo sterminio di un gruppo specifico della popolazione come quello di Ayotzinapa. Qui si \u00e8 formato uno scudo di impunit\u00e0 che ha permesso quei crimini. E\u2019 necessario che l\u2019Esercito si sottometta al potere civile dello stato, ma se non ci sar\u00e0 una rforma dell\u2019esercito, questa cosa non verr\u00e0 risolta. E cos\u00ec dovranno intervenire gli organismi internazionali per investigare su questo delitto, l\u2019esercito non lo permetter\u00e0. Il Messico \u00e8 una societ\u00e0 militarizzata fino al midollo\u201d. E ha aggiunto: \u201cChi \u00e8 il massimo responsabile? Il comandante supremo delle forze armate, il presidente Enrique Pe\u00f1a Nieto\u201d.<\/p>\n<div id=\"article-text\" class=\"text\">\n<div class=\"col col2\">\n<p><em>Sempre pi\u00f9 dubbi\u2026<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20045\" src=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Caracol-Oventic-Festival-Resistencias-Rebeldias-31-dic-14-46-300x200.jpg\" alt=\"Caracol Oventic Festival Resistencias Rebeldias 31 dic 14 (46)\" width=\"300\" height=\"200\">Il procuratore Jes\u00fas Murillo fonda la sua narrazione su alcune testimonianze dei presunti narcos agli arresti per il caso, Le ricerche dei giornalisti Anabel Hern\u00e1ndez e Steve Fisher hanno fatto emergere le dichiarazioni delle persone arrestate che denunciano l\u2019uso della tortura da parte delle autorit\u00e0 per cui si dubita fortemente della veridicit\u00e0 delle loro affermazioni sulla notte del 26-27 settembre. Secondo la versione ufficiale, quindi, i corpi dei 43 studenti sarebbero stati bruciati durante almeno 15 ore, dalle due del mattino alle cinque del pomeriggio, nella discarica di Cocula, a una trentina di chilometri da Iguala.<\/p>\n<p>Per\u00f2 non ci sono prove, solo racconti. Nessuno ha potuto verificare che le ceneri e i pochi resti ossei presentati dalla procura e inviati in Austria per l\u2019identificazione provenissero effettivamente dalla discarica di Cocula e dal fiume sottostante, come affermano alcuni detenuti. Un pilota militare con ampia esperienza, Andr\u00e9s Pascual Chombo, la mattina del 27 settembre ha realizzato due voli a bassa quota proprio in quella zona con un elicottero del ministero della pubblica sicurezza dello stato del Guerrero per cercare i normalisti, ma il suo rapporto finale \u00e8 stato: \u201cNessuna novit\u00e0\u201d. Questo significa che non c\u2019era nulla di anormale e non si scorgevano colonne di fumo o incendi nei paraggi. Infine anche alcuni esperti della principale universit\u00e0 messicana (UNAM) hanno contribuito a smontare la storia della procura. Infatti, secondo i loro calcoli, per bruciare 43 corpi in poche ore ci sarebbero volute 33 tonnellate di legna o 995 gomme d\u2019auto, si sarebbero avvistate fumarole a chilometri di distanza per tutta la giornata e si sarebbero dovute ritrovare grosse quantit\u00e0 di residui di questi materiali. Tutto ci\u00f2, invece, non \u00e8 avvenuto.<\/p>\n<p><em>EZLN e Ayotzinapa<\/em><\/p>\n<p>La notte del 31 dicembre il&nbsp;<em>subcomandante insurgente<\/em>&nbsp;Mois\u00e9s ha tenuto un discorso (<a href=\"http:\/\/www.globalproject.info\/it\/mondi\/discorso-dellezln-nel-21-anniversario-dellinizio-della-guerra-contro-loblio-subcomandante-insurgente-moises\/18491\">link<\/a>) di cui riporto una parte, dedicata ai familiari dei desaparecidos. Alla fine sono stati i letti i nomi dei 43 e quelli dei tre studenti uccisi nella strage di Iguala.<\/p>\n<p><em>Fratelli e sorelle famigliari degli assenti di Ayotzinapa: le zapatiste e gli zapatisti vi appoggiano perch\u00e9 la lotta \u00e8 giusta e vera. Perch\u00e9 la vostra lotta deve essere di tutta l\u2019umanit\u00e0. Siete stati voi e nessun altro ad aver inserito la parola \u201cAyotzinapa\u201d nel vocabolario mondiale. Voi con la vostra parola semplice. Voi con il vostro cuore addolorato e indignato. Quello che ci avete mostrato ha dato molta forza e coraggio alle persone semplici in basso e a sinistra. L\u00ec fuori si dice e si grida che solo le grandi menti sanno come fare, e solo con i leader e caudillos, solo con i partiti politici, solo con le elezioni. E cos\u00ec se la cantano e se la suonano senza ascoltarsi e senza ascoltare la realt\u00e0. Poi \u00e8 arrivato il vostro dolore e la vostra rabbia.<\/em><\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20046 alignright\" src=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Caracol-Oventic-Festival-Resistencias-Rebeldias-31-dic-14-84-300x200.jpg\" alt=\"Caracol Oventic Festival Resistencias Rebeldias 31 dic 14 (84)\" width=\"300\" height=\"200\">Poi ci avete insegnato che era ed \u00e8 il nostro stesso dolore, che era ed \u00e8 la nostra stessa rabbia. Per questo vi abbiamo chiesto di prendere il nostro posto in questi giorni durante il Primo Festival Mondiale delle Resistenze e delle Ribellioni contro il Capitalismo. Non solo desideriamo che si raggiunga il nobile obiettivo del ritorno in vita di chi oggi ancora manca. Ma continueremo ad appoggiarvi con le nostre piccole forze. Noi zapatisti siamo sicuri che i vostri assenti, che poi sono anche nostri, quando saranno di nuovo presenti non si meraviglieranno pi\u00f9 di tanto del perch\u00e9 i loro nomi hanno assunto diverse lingue e geografie. Tanto meno del perch\u00e9 i loro volti hanno fatto il giro del mondo. E nemmeno che la lotta per la loro riapparizione in vita \u00e8 stata ed \u00e8 globale. Neanche che la loro assenza ha fatto crollare le menzogne del governo e denunciato lo stato di terrore creato dal sistema.<\/em><\/p>\n<p><em>Ammireranno invece la statura morale dei propri famigliari che non hanno mai fatto cadere nel dimenticatoio i loro nomi. Senza arrendersi, senza vendicarsi, senza tentennare hanno continuato a cercarli fino a trovarli. Quindi quel giorno o quella notte i vostri assenti vi daranno lo stesso abbraccio che adesso vi diamo noi zapatiste e zapatisti. Un abbraccio affettuoso, con rispetto e ammirazione. Cos\u00ec vi diamo 46 abbracci per ognuno degli assenti. (Leggi&nbsp;<\/em><a href=\"http:\/\/www.globalproject.info\/it\/mondi\/discorso-dellezln-nel-21-anniversario-dellinizio-della-guerra-contro-loblio-subcomandante-insurgente-moises\/18491\"><em>discorso completo qui<\/em><\/a><em>).<\/em><\/p>\n<p>Un\u2019eventuale articolazione o intesa, preannunciata dagli eventi dell\u2019ultimo mese, tra l\u2019EZLN e i movimenti dello stato del Guerrero che sostengono la lotta dei normalisti e l\u2019esigenza di giustizia e verit\u00e0 dei familiari di Ayotzinapa potrebbe rappresentare un punto di svolta per il 2015. Anche la proposta di un congresso costituente, oltre alle dimissioni del presidente e del governo, sta prendendo piede con l\u2019idea di rifondare il paese e combattere un sistema definito da molti come \u201cnarco-stato-fallito\u201d. Di fronte alla decadenza totale dell\u2019apparato politico, all\u2019impunit\u00e0 e alla corruzione endemiche tanto il&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.proceso.com.mx\/?p=391950\">vescovo di Saltillo<\/a>, Raul Vera, vicino alla Teologia della Liberazione e ai principi di \u201copzione preferente per i poveri\u201d, come alcuni movimenti sorti per la causa degli studenti di Ayotzinapa hanno chiamato a un congresso costituente. Il portavoce dei genitori di Ayotzinapa, Felipe de la Cruz, ha annunciato la data del 5 febbraio a Chilpancingo, capitale del Guerrero, per un primo passo in tal senso e per discutere la situazione della regione che resta militarizzata.<\/p>\n<p><em>\u201cMano dura\u201d, sgomberi e leggi restrittive<\/em><\/p>\n<p>La scelta della \u201cmano dura\u201d non ha funzionato nel Michoacan, dove sono decine i morti risultanti dagli scontri dell\u2019ultimo mese tra diverse fazioni della Forza Rurale, una polizia speciale creata nel maggio scorso dal Commissario \u201cplenipotenziario\u201d Alfredo Castillo, una specie di vicer\u00e9 emissario di Pe\u00f1a Nieto nella regione, dopo lo scioglimento dei gruppi di autodifesa. Siccome la Forza Rurale \u00e8 stata subito infiltrata da ex narcotrafficanti, \u00e8 stata imposta con la forza, in seguito all\u2019incarcerazione a pi\u00f9 riprese di vari leader del movimento delle&nbsp;<em>autodefensas<\/em>, ed \u00e8 stata costruita in fretta e furia senza i dovuti controlli, sono scoppiati i conflitti tra diversi gruppi al suo interno, in particolare tra Luis Antonio Torres \u201cEl Americano\u201d e Hipolito Mora, fondatore del movimento che ha da sempre denunciato le infiltrazioni mafiose, tollerate se non favorite dal Commissario Castillo, e ha perso suo figlio in una sparatoria contro gli uomini di Torres lo scorso 17 dicembre. Il Michoacan \u201cpacificato\u201d di fine 2014 \u00e8 un territorio in guerra, con tassi di omicidio e di delitti denunciati superiori alla media nazionale, soprattutto nelle citt\u00e0 come Apatzing\u00e1n, Morelia, Uruapan e il porto di L\u00e1zaro C\u00e1rdenas.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20044\" src=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Caracol-Oventic-Festival-Resistencias-Rebeldias-31-dic-14-39-300x200.jpg\" alt=\"Caracol Oventic Festival Resistencias Rebeldias 31 dic 14 (39)\" width=\"300\" height=\"200\">A completamento di questo quadro fosco e drammatico la polizia della capitale e quella del Chiapas, rispettivamente, hanno atteso la fine delle vacanze per sgomberare lo spazio \u201coccupato, ecologico, politico e sociale&nbsp;<a href=\"http:\/\/regeneracionradio.org\/index.php\/represion\/abuso\/item\/4512-chanti-ollin-recuento-de-los-hechos\"><em>Chanti Ollin<\/em>\u201d<\/a>, attaccato il 7 gennaio e recuperato il giorno dopo dagli occupanti a Citt\u00e0 del Messico, e per reprimere i membri della comunit\u00e0 di San Sebasti\u00e1n Bachaj\u00f3n, nei pressi delle famose cascate di Agua Azul. Il 21 dicembre i&nbsp;<em>comuneros<\/em>&nbsp;del Chiapas, aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona dell\u2019EZLN, hanno recuperato un terreno che fino a 5 anni fa era gestito in base al regime della propriet\u00e0 collettiva, conosciuto in Messico come \u201cejido\u201d, ma che il 2 febbraio 2011 fu espropriato&nbsp;<em>manu militari<\/em>dal governo del Chiapas. La difesa della terra cost\u00f2 agli abitanti l\u2019arresto: ben 117 persone finirono in manette. Il 9 gennaio \u00e8 intervenuto di nuovo il governo. 900 uomini in uniforme, membri della polizia statale, dell\u2019esercito e dei federali,&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.kaosenlared.net\/component\/k2\/103565-m%C3%A9xico-denuncian-la-desaparici%C3%B3n-de-8-ind%C3%ADgenas-tzeltales,-tras-operativo-polic%C3%ADaco-en-cascadas-de-agua-azul,-chiapas\">hanno sgomberato<\/a>&nbsp;le famiglie di indigeni&nbsp;<em>tzeltales<\/em>&nbsp;che si trovavano a presidiare la zona. L\u201911 gennaio, durante un tentato recupero della terra dell\u2019ejido, la polizia ha sparato pallottole di gomma contro gli indigeni, ferendone alcuni, e sono stati ritrovati anche alcuni proiettili di arma da fuoco. La comunit\u00e0 tzeltal chiede la ritirata della polizia e la possibilit\u00e0 di tornare a coltivare le terre che gli spettano legittimamente.<\/p>\n<p>Il portale&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.sinembargo.mx\/08-01-2015\/1204658\">SinEmbargo.Mx<\/a>&nbsp;ha pubblicato un\u2019indagine sull\u2019evoluzione delle leggi repressive della libert\u00e0 di manifestazione che, nei vari stati della repubblica, sono state approvate nel 2014: la situazione \u00e8 preoccupante dato che sono una decina i provvedimenti presi dai governi e dai parlamenti locali di localit\u00e0 come Citt\u00e0 del Messico, il Chiapas, Puebla e Quintana Roo (nello Yucatan) che tendono a criminalizzare la protesta sociale e ampliano le possibilit\u00e0 di repressioni violente da parte della polizia. In risposta une ventina di organizzazioni hanno emesso un comunicato diretto al comune di Citt\u00e0 del Messico in cui si critica la gestione della sicurezza pubblica e si chiede il rispetto dei diritti umani \u201ccontro la repressione della polizia\u201d. Decine di migliaia di cittadini hanno firmato una petizione su Change.Org per chiedere che gli agenti in servizio durante le manifestazioni abbiano un numero d\u2019identificazione sull\u2019uniforme (hashtag twitter #NumeroEnElUniforme).<\/p>\n<p><em>Campagna elettorale e nuove azioni per Ayotzinapa<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20041 alignright\" src=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Caracol-Oventic-Festival-Resistencias-Rebeldias-31-dic-14-15-300x200.jpg\" alt=\"Caracol Oventic Festival Resistencias Rebeldias 31 dic 14 (15)\" width=\"300\" height=\"200\">Il fondatore del Movimento per la Pace, Javier Sicilia, ha chiamato a boicottare il processo elettorale del 7 giugno prossimo, in cui si dovranno rinnovare il parlamento nazionale e alcuni governi e parlamenti statali. Sette milioni di spot invaderanno le frequenze televisive e radiofoniche solo nella fase di pre-campagna elettorale, per cui il rischio che il caso Ayotzinapa passi in secondo piano \u00e8 alto. Per questa ragione l\u2019VIII Assemblea Popolare per Ayotzinapa, riunitasi il 3 gennaio nella scuola \u201cIsidro Burgos\u201d, ha stabilito la ripresa delle iniziative di protesta con un calendario densissimo.<\/p>\n<p>Le rivendicazioni dell\u2019assemblea e del movimento continuano ad essere la \u201cpresentazione in vita\u201d degli studenti, la identificazione e il castigo dei responsabili, la rinuncia del presidente, la libert\u00e0 a tutti detenuti politici e il boicottaggio delle elezioni del 2015. Si chiede la realizzazione di azioni in Messico e nel resto del mondo. Dal 10 al 15 gennaio riprende la ricerca da parte dei cittadini e della UPOEG (Unione Popoli Originari dello Stato del Guerrero) dei desaparecidos per cui si sono formati gruppi di appoggio volontari per raggiungere Ayotzinapa. Il 12 gennaio le proteste, con picchetti e manifestazioni, si dirigono contro le caserme di tutto il paese. Il 26 gennaio, esattamente a quattro mesi dalla strage, \u00e8 prevista la VIII Giornata d\u2019Azione Globale per Ayotzinapa il cui centro sar\u00e0 Citt\u00e0 del Messico, con quattro cortei simultanei che convergeranno nella piazza dello<em>zocalo<\/em>. Il 17 gennaio si terr\u00e0 la IX Assemblea Popolare che dovr\u00e0 decidere sul programma in vista di una costituente e della convocazione di Assemblee Popolari Statali e convocare anche un incontro internazionale su Ayotzinapa e sul Messico.<\/p>\n<p><strong>In Italia&nbsp;<\/strong>segnalo per la sera del 13 gennaio (ore 18:30) l\u2019evento<strong>&nbsp;AYOTZINAPA VIVE!&nbsp;Uno sguardo sul movimento messicano&nbsp;<\/strong>(RadioAlSuolo meets SOLIDARIA43 e collettivo Italia-Messico)<strong>&nbsp;al&nbsp;VAG61 \u2013 via Paolo Fabbri 110, Bologna&nbsp;\u2013&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/430589330429150\/?ref_newsfeed_story_type=regular\">Link evento Facebook<\/a><\/strong><\/p>\n<p>di&nbsp;<strong>Fabrizio Lorusso &#8211;&nbsp;<\/strong><a class=\"global_userLink\" title=\"CarmillaOnLine\" href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2015\/01\/13\/riprende-la-lotta-per-i-desaparecidos-di-ayotzinapa-in-messico\/\">CarmillaOnLine<\/a><\/p>\n<p>fonte: www.globalproject.info<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dura repressione contro i genitori dei normalisti durante le proteste nella caserma di Iguala &nbsp; 13 \/ 1 \/ 2015 I genitori dei 43 studenti desaparecidos della scuola normale di Ayotzinapa, nello stato del Guerrero, in Messico, e il movimento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[11,10],"class_list":["post-322","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-mexico","tag-world"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/322","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=322"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/322\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":379,"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/322\/revisions\/379"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=322"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=322"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/rebel-every-day.unibz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=322"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}