La mobilità non è un gioco

Le barriere architettoniche sono un problema spesso sottovalutato. Infatti per chi si muove in sedia a rotelle, ogni singolo gradino costituisce un ostacolo, a volte insormontabile. Di fatto al contrario una rampa non crea nessun disturbo ai normodotati. Come riuscire quindi a esporre questa forte contraddizione tramite un’installazione? Partire dalla carozzina è stato il passo più ovvio. Essendo il movimento la difficoltà da evidenziare, la scelta è stata semplicemente creare una traccia di questo spostamento, di come esso avviene e di come esso possa essere bloccato.

La progettazione di questo sistema ha richiesto numerosi tentativi. In partenza abbiamo tentato una combinazione di tempera lavabile e di un rullo da vernice. Colando dalla bottiglia, posta sotto la sedia, la vernice doveva arrivare tramite un tubo al rullo posizionato a contatto con il terreno. Questo metodo però non permetteva di controllare il flusso di colore, portando a un grosso spreco ad ogni stop. Siamo quindi passati al gesso, in parte per avere più controllo sull’erogazione, in parte per rendere più facile la pulizia successiva delle carrozzine. Esso andava disperso sulle ruote, in modo che al passaggio rimanessero due linee, cioè una traccia molto precisa. La distrubuzione sulle ruote si è però verificata più impegnativa del previsto, nonostante la modellazione e la stampa in 3d di un disposito apposito. Infine la soluzione più semplice si è rivelata anche la più funzionale: un semplice bastone di legno con un peso e un gesso ad un’estremità. Una singola linea, ma molto ben marcata, e sopratutto realizzata con un progetto facilmente ripetibile e poco costoso. Infatti l’idea che ispira questo progetto è la moltiplicazione di questo esperimento, in modo che le barriere architettoniche vengano segnalate più e più volte da più persone, e in luoghi molto diversi.

Dopo aver realizato l’istallazione in diversi luoghi della città, chiaramente si è posto il problema di come presentarla in luoghi dove le barriere architettoniche non siano presenti. In questo senso abbiamo deciso di realizzare un video: la camera segue una linea di gesso colorata, con una musica molto allegra, con un coro di bambini. Quest’atmosfera allegra viene rovinata leggermente, di volta in volta sempre di più, ogni volta che la linea è costretta a cambiare direzione. Solo alla fine si capisce che alcune direzioni, per noi semplici gradini o marciapiedi stretti, sono intransitabili per la linea poichè essa è creata da una sedia a rotelle. Lo slogan ‘‘la mobilità non è un gioco’’, che chiude il video, va in contrasto diretto con l’allegria quasi infantile suscitata dal gesso colorato e dalla musica.

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